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Artico, idrocarburi: iniziano consultazioni tra Canada, Danimarca, USA e Russia

Le consultazioni scientifiche tra i rappresentanti di Canada, Danimarca, USA e Norvegia sull’attinenza della piattaforma continentale Artica, e dei suoi fondali marini, avrà luogo nel 2018 comunica a RIA Novosti il vice direttore del dipartimento di geologia dell’Istituto di oceanologia P.P. Shirshov Leopold Lobkovsky.

La commissione ONU per la piattaforma continentale è arrivata alla 45° sessione, la quale si svolgerà a New York tra il 13 e il 17 novembre. La commissione esaminerà la nuova richiesta di estensione della piattaforma continentale Artica russa, ricca di idrocarburi, fatta dalle autorità russe. Al lavoro della commissione parteciperà il Ministro dell'ambiente russo Sergey Donskoy.

"Hanno fatto una simile richiesta anche la Norvegia, la Danimarca e a breve dovrebbero fare lo stesso Canada e USA. Con questi paesi dovremo condurre dei negoziati per accordarci sulla nostra richiesta di estensione nelle regioni oceaniche nei pressi dei crinali di  Mendeleev, Alpha e Lomonosov. Le consultazioni inizieranno l'anno prossimo"  ha detto Lobkovsky.

Un interlocutore dell'agenzia ha dichiarato che i negoziati potrebbero protrarsi per anni, nonché saranno resi più difficoltosi dal clima delle sanzioni. Inoltre la Russia nel 2018 continuerà a discutere presso l'ONU la propria richiesta per l'estensione dei propri confini della piattaforma continentale.

"Non sarà facile raggiungere un consenso".

Oggi esistono alcune discrepanze nell'interpretazione dei dati ottenuti dai geologici e dai geofisici, nonché nel concetto scientifico dell'evoluzione geologica dell'Artico. La Commissione delle Nazioni Unite difficilmente soddisferà la nostra richiesta senza un accordo con il Canada, la Danimarca e gli Stati Uniti. Ci saranno molte controversie" ha detto lo scienziato, aggiungendo che alla fine tutte le difficoltà verranno superate e la domanda presentata verrà accettata dalla commissione ONU.

La Commissione delle Nazioni Unite sui limiti dell'estensione continentale è composta da 21 membri eletti per un periodo di cinque anni e sono rieleggibili. La nuova commissione ha iniziato il suo lavoro il 16 giugno 2017. I membri della commissione agiscono in qualità di esperti nel campo della geologia, della geofisica, dell'idrografia e della geodesia.

Nel 2015, la Russia ha presentato alle Nazioni Unite una richiesta per l'espansione dei propri confini della piattaforma continentale nell'Artico per accedere al crinale sottomarino di Lomonosov che si estende verso il Polo Nord e verso altre formazioni. Secondo la Convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare, per estendere i propri confini, è necessario dimostrare la continuità continentale delle strutture geologiche adiacenti al piano oceanico.

La Russia nel 2001 ha presentato una dichiarazione ufficiale alla Commissione delle Nazioni Unite sui confini della piattaforma continentale in conformità alla Convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare. La Russia ha rivendicato è una grande parte dell'Artico ricca di idrocarburi all'intimo del settore russo che si estende fino al Polo Nord. Uno degli argomenti a favore era l'affermazione che la parte orientale del crinale di Lomonosov, una dorsale di montagne sottomarine che si estendono attraverso il bacino polare, e il crinale di Mendeleev, sono estensioni del continente eurasiatico. Nel 2002 la Commissione delle Nazioni Unite ha chiesto alla Russia di presentare ulteriori prove scientifiche a sostegno della sua richiesta.  Da più di 10 anni la Russia conduce spedizioni di ricerca nell'oceano Artico.  Si stima che nei fondali rivendicati ci siano più di 4,9 miliardi di tonnellate di idrocarburi