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Erdogan: tra Turchia e Russia non ci sono contrasti su operazione ad Afrin

Ankara non ha nessun problema con Mosca per quanto riguarda l’operazione militare turca nella città siriana di Afrin ha dichiarato il presidente turco Recep Tayyip Erdogan durante una conferenza stampa a bordo del suo aereo in ritorno dopo un tour per i paesi africani.

Lo stato maggiore delle forze armate turche il 20 gennaio ha annunciato l'inizio dell'operazione militare Ramo d'ulivo contro le formazioni dei curdi nella città siriana di Afrin. Insieme alla Turchia combattono i guerriglieri dell'Esercito Siriano Libero. Damasco ha condannato fermamente le azioni della Turhcia ad Afrin e ha osservato che questo territorio è parte indivisibile della Siria. Mosca su questo tema ha esortato tutte le parti alla moderazione e al rispetto dell'integrità territoriale della Siria.

"Non abbiamo contrasti con la Russia per quanto riguarda l'operazione militare ad Afrin. A Idlib è in corso un processo per la creazione di punti di osservazione. Attualmente ci sono 8 punti di osservazione. Nel futuro si pianifica di condurre un summit trilaterale (Russia, Turchia e Iran), come il vertice a Sochi. Lì avremo l'opportunità di valutare e discutere tutti i problemi", ha detto il canale televisivo TRT citando Erdogan.

Sulla questione delle controversie con la NATO sull'acquisto dei sistemi missilistici anti-aerei S-400, Erdogan ha detto che anche la Grecia, anche membro della NATO, ha anche acquistato i sistemi missilistici russi S-300, ma che non sono seguite sanzioni contro Atene. "Non chiediamo agli altri come dobbiamo garantire la sicurezza del nostro paese" ha detto il presidente turco.

Erdogan ha di nuovo criticato gli Stati Uniti per il mancato rispetto delle promesse di ritiro delle forze di autodifesa dei curdi siriani (YPG) da Manbij.

"Nonostante il fatto che Washington ce lo prometta da tempo che durante le telefonate e gli incontri bilaterali, infatti, la diramazione siriana dell'organizzazione terroristica separatista del Partito dei Lavoratori del Kurdistan, il gruppo YPG, non è stato ancora ritirato da Manbij. Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump e la sua amministrazione, continuano a ripeterci le stesse parole, ma le azioni non riflettono quello che dicono" ha detto il leader turco.