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Parlamento Danimarca: attaccare la Russia nel cyberspazio

Il nuovo capo del Comitato parlamentare per la difesa della Danimarca Naser Khader ha esortato a passare all'attacco alla Russia nel cyberspazio. Lo ha detto in un'intervista con la Danmarks Radio.

Secondo lui, sono noti da tempo gli attacchi di hacker in tutto il mondo, e per la Danimarca è il momento di passare dalla strategia di difesa a quella d'attacco.

"Ecco, ad modello, il raggruppamento di Fancy Bear. Sono strettamente legati all'intelligence militare russa. Sono stati loro a intervenire nelle elezioni americane. Quindi, prima di tutto è necessario colpire la loro base" ha detto Hader.

Egli ha sottolineato che si fida completamente delle conclusioni dei servizi segreti americani, che presumibilmente hanno identificato Fancy Bear, sponsorizzato dal governo russo. "I russi dicono di non centrare niente, che è un gruppo privato. Ma tutti sanno che in realtà lavorano per l'intelligence militare russa. Dobbiamo dimostrare che non siamo vittime" ha detto Hader. Tuttavia, ha aggiunto il parlamentare danese, per intraprendere queste azioni si deve fare attenzione, e per lo sviluppo di metodi specifici bisogna incaricare personale qualificato.

"Hackerare tutti quelli che ci hackerano non è sicuro. Posso solo affermare come parlamentare: dobbiamo andare all'attacco, dobbiamo fare l'hacking. Quali misure saranno adottate lo diranno gli esperti. Ma bisogna stare attenti, bisogna agire con intelligenza" ha detto Hader, aggiungendo che la Danimarca ha tutti gli strumenti necessari per tali operazioni, ma manca solo una soluzione politica.

Le dichiarazioni di Hadera hanno suscitato reazioni contrastanti nel parlamento danese. Ad modello, un rappresentante del partito popolare danese, Seren Espersen, non è stato felice di questa iniziativa, e ha affermato che Hader parla di cose che non conosce. Il rappresentante del partito Socialdemocratico Henrik Dam Christensen ha ammesso che la Danimarca "non può sempre nascondersi nella sabbia", ma ha invitato a riflettere prima di tali azioni, perché "nelle campagne offensive del cyberspazio il paese perde".