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Ekaterina Sitnikova racconta la cucina di Molfetta in Russia: «Fantastica»

Attraverso il progetto "Qui si mangia bene", le signore dell'associazione Auser hanno insegnato ai ragazzi stranieri dell'Erasmus a cucinare i prodotti tipici della tradizione gastronomica molfettese: orecchiette, u tridd, la focaccia, le frittelle, il calzone, le brasciolette di cavallo, le uova a ciambotto e le scarcelle. La volontaria Ekaterina Sitnikova, tornata in Russia dopo il suo anno di volontariato a Molfetta, ha parlato alla tv russa della sua esperienza e del progetto, portando la nostra città e la nostra cucina negli Urali.

Auser è una associazione di volontariato e di promozione sociale, impegnata nel favorire l'invecchiamento attivo degli anziani e valorizzare il loro ruolo nella società. La loro proposta associativa è rivolta in maniera prioritaria agli anziani, ma è aperta alle relazioni di dialogo tra generazioni, nazionalità, culture diverse. costituita nel 1989 dalla Cgil e dal Sindacato dei pensionati Spi-Cgil. Viene riconosciuta come Ente Nazionale avente finalità assistenziali, ed è iscritta nel Registro Nazionale delle Associazioni di Promozione Sociale. Per svolgere al meglio la propria missione, Auser ha deciso, dal 2003, di strutturarsi in due distinte entità: Auser Onlus, che svolge prevalentemente attività di promozione sociale, e Federazione Nazionale delle Associazioni Auser di Volontariato, dedicata al volontariato. In questo momento l'associazione vanta più 300mila soci e di 44mila volontari, con circa 1.500 strutture affiliate su tutta la penisola, fra cui la sede di Molfetta.

Ekaterina ha trascorso molti mesi a Molfetta e ha potuto apprezzare da vicino le prelibatezze della cucina locale. Proprio in televisione ha potuto raccontare la sua esperienza fra cultura e gastronomia nella nostra città: «La cucina italiana è apprezzata e stimata in tutto il mondo e naturalmente anche da noi in Russia è presa in grande considerazione. Non conoscevo le specialità pugliesi prima di giungere in questa splendida terra e grazie al progetto a cui ho preso parte ho potuto vivere da vicino non soltanto la preparazione ma anche la dedizione con cui si preparano i prodotti locali. Soprattutto nelle generazioni precedenti c'era un vero e proprio culto verso le ricette tradizionali, ritenute parte integrante della cultura locale. A Molfetta ho conosciuto pietanze nuove che non credevo esistessero, sia dolci che salate. La focaccia è sicuramente eccezionale ma non sarà l'unico prodotto che resterà nel mio cuore. Spero di poter portare la mia esperienza anche in Russia per favorire la diffusione di questa cultura culinaria da noi. Per passione e cura della preparazione c'è solo da apprendere dai molfettesi e dagli italiani in generale».