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Speed skating, Europei Kolomna 2018: Italia, dalla Russia con furore! 2 ori e 2 argenti per un sogno a Cinque Cerchi

2 ori e 2 argenti. E’ questo il bilancio della Nazionale italiana di speed skating agli Europei di Kolomna (Russia), tenutisi nel weekend appena trascorso. L’ovale russo è stato teatro di grandi prestazioni per gli skater del Bel Paese protagonisti assoluti della tre giorni di gare e pronti a proiettarsi ai prossimi Giochi Olimpici di PyeongChang (Corea del Sud) con tanta voglia di stupire.

La mass start, dati alla mano, è stata il fiore all’occhiello di tutta la spedizione. Tre medaglie parlano chiaro. Nella gara femminile era attesa Francesca Lollobrigida, vincitrice della tappa di Coppa del Mondo di Salt Lake City (Usa) ed in punta alla graduatoria di specialità generale. L’atleta romana non ha deluso le attese, gestendo il contesto agonistico con sagacia tattica nonostante le avversarie abbiano fatto di tutto per metterla in difficoltà. Era lei l’osservata speciale e il suo ruolo di leader si è visto tutto nel modo di imporsi. Un trionfo ancor più significativo per la seconda piazza di Francesca Bettrone. L’arrivo, quasi in parata, delle due italiane è stato ai limiti della commozione. Un ultimo giro da urlo della Bettrone, che fondista non è, ha reso ancor più azzurro il cielo sopra Kolomna. Guardando il tutto in prospettiva olimpica le aspettative saranno più alte e le due ragazze nostrane dovranno essere abili a concentrarsi esclusivamente su aspetti agonistici senza prestare troppo attenzione a tutto il resto.

E poi Andrea Giovannini. Il 23enne di Baselga di Piné non era in grandi condizioni: i risultati negativi nei 5000 metri e nel team pursuit parlano chiaro. Tuttavia, in un momento di estrema difficoltà, l’azzurro ha reagito alla grande. L’ultima gara in programma (la mass start) era l’ultima carta da giocarsi ed Andrea è stato abile a mettere sul tavolo tutto quello che aveva con coraggio e lucidità. Il secondo posto alle spalle dell’olandese Jan Blokhuijsen è il premio alla tenacia ed alla voglia di rimanere anche con la testa nella competizione. Una chiusura con il botto per dimenticare le controprestazioni precedenti? Ce lo auguriamo perché PyeongChang è vicina e l’Italia ha bisogno del miglior Giovannini nella rassegna a Cinque Cerchi.

E poi veniamo allo Zar dei 5000 metri, quel Nicola Tumolero che, galvanizzato dall’importanza dell’evento, ha gareggiato da campione. L’essere il favorito lo ha caricato ulteriormente e non ha deluso. Una vittoria frutto di tanto lavoro e dedizione per un atleta in crescita esponenziale. Il podio sfiorato, su questa distanza, a Salt Lake City (Coppa del Mondo) e la quarta piazza nella graduatoria di specialità in World Cup descrivono i passi da gigante compiuti dal 23enne di Moena. E’ vero, le defezioni erano tante, in primis l’olandese Sven Kramer. Tumolero però ha saputo cimentarsi piuttosto bene sul palcoscenico russo, da attore consumato, e nella prossima recita, quella olimpica, l’Italia dovrà osservare con attenzione le gesta di un pattinatore sempre più consapevole di se stesso.