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Generali: vogliamo crescere in Russia

Generali chiude il primo trimestre con un utile netto pari a 744 milioni in aumento del 28,1%, risultato che comprende anche i profitti delle dismissioni, in particolare quella del Belgio, mentre la vendita in Germania di Generali Leben non è inclusa perché perfezionata il 30 aprile. L’aumento «normalizzato» è del 6% a 616 milioni, in linea con gli obiettivi del nuovo business plan.

, ha detto il general manager del gruppo Generali Frederic de Courtois in occasione della conference call sulla presentazione delle Informazioni finanziarie al 31 marzo 2019. «Sono risultati molto positivi: per l’accelerazione della crescita sia sul danni sia sul vita, per margini che si posizionano su livelli sempre migliori e per lo sviluppo dell’asset management in linea con le aspettative. Sono numeri che ci pongono tra i principali player mondiali della nostra industria, siamo in linea con i nostri target e fiduciosi di raggiungerli».

I premi lordi aumentano del 6,6% a 18,8 miliardi. Nel ramo vita la raccolta netta figura in crescita del 61,9% a 4 miliardi trainata principalmente da Francia e Asia. Nel segmento danni i premi aumentano del 3,1%. Gli asset under management di parti terze registrano un aumento del 15,7%, principalmente grazie alle performance di Banca Generali e in Cina. L’utile netto del segmento asset management cresce del 24% a 52 milioni.

. Generali ha aperto ha più volte espresso l’intenzione di aumentare la propria partecipazione nella compagnia russa Ingosstrakh, pari al 38,5%, acquisita nel 2013. Ma su questo tema, ha aggiunto, «non ci sono notizie, niente update». L’attenzione del Leone al mercato di Mosca è evidente dagli ultimi passi fatti: nell’estate scorsa Giorgio Callegari ha lasciato Aeroflot ed è diventato presidente e ceo di Generali Russia, e in ottobre Trieste a aperto un ufficio di rappresentanza. La condizione in Ingosstrakh, una delle top 10 delle assicurazioni in Russia con circa il 10% del mercato (molto concentrato: le prime 10 compagnie ne detengono l’80%), è determinata anche dalla presenza di azionisti che, al momento, non intendono vendere.

cfo di Generali, ha detto che «la solidità della compagnia resta estremamente stabile, la sensitività non è eccessiva, non vediamo impatti significativi dai movimenti degli ultimi giorni e poi non bisogna trascurare l’effetto combinato del differenziale di rendimento che sale ma dei tassi che scendono». Il manager ha quindi confermato che l’esposizione sui Btp a fine primo trimestre è stabile, pari a 59,5 miliardi, in linea con fine 2018. Il gruppo ha del resto un perimetro di business da multinazionale, dove l’Italia rappresenta circa un terzo e quindi anche la somma dei Btp in portafoglio è comunque limitata rispetto agli asset totali (pari a circa 500 miliardi)