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Nato in allerta, Mosca schiera missili balistici a Kaliningrad

La Russia ha incrementato la forza missilistica Iskander nella regione di Kaliningrad. E’ quanto ha dichiarato il Presidente della Commissione Difesa della Duma Vladimir Shamanov alla RIA Novosti.

“Abbiamo schierato ulteriori sistemi balistici Iskander. Le principali infrastrutture militari straniere sono incluse nella lista degli obiettivi da distruggere. La presenza Iskander avviene in risposta all’accumulo delle forze della Nato vicino ai confini russi”.

Poche ore fa il Ministro della Difesa lituano Raymundas Caroblis aveva lanciato l’allarme su un nuovo rischieramento Iskander nella regione di Kaliningrad. Secondo Caroblis, la presenza Iskander è ormai permanente e non più in rotazione temporanea: “E’ una minaccia non solo per la Lituania, ma per l’intera Europa”

Se tutto ciò fosse vero – ha aggiunto il vice Segretario generale della Nato Rose Gottemoeller – la questione sarebbe molto seria. Per Washington infine, tali sistemi missilistici posizionati vicino agli Stati Baltici ed alla Polonia (membro della Nato) sono altamente destabilizzanti.

E’ corretto definire il sistema missilistico Iskander come una delle armi più letali dell'arsenale russo. E’ progettato come un sistema balistico ad alta precisione, ottimizzato per l'utilizzo a distanza ravvicinata. I missili Iskander possono essere equipaggiati con testata convenzionale o termonucleare.

Kaliningrad, la fortezza di Mosca in Europa

Kaliningrad, enclave russa tra Polonia e Lituania con accesso diretto al mar Baltico. Isolata dalla Russia se non per via mare (in caso di conflitto i collegamenti ferroviari sarebbero inaffidabili), Kaliningrad è una gigantesca piattaforma di lancio corazzata per missili balistici e strategici. Secondo Mosca, il sistema difensivo predisposto è progettato in risposta all’espansione della Nato ed all’imminente entrata in servizio dello scudo di difesa missilistica degli Stati Uniti in Europa. Teoricamente, l’Aegis Ashore in Europa potrebbe tentare di ingaggiare un vettore balistico russo nella fase iniziale di spinta. Tuttavia anche se l’intercettazione avvenisse con successo sarebbe del tutto irrilevante. Lo scudo non è in alcun modo concepito per affrontare un attacco di saturazione (che certamente avverrebbe nel remoto caso di un attacco russo contro la Nato), ma per tentare di intercettare una manciata di missili balistici a breve e medio raggio provenienti dal Medio Oriente. Sia gli Stati Uniti che la Nato hanno ribadito a più riprese che il sistema non è stato progettato per minare la capacità di deterrenza strategica della Russia. La Russia invece continua a sollevare preoccupazioni sullo scudo missilistico che rappresenterebbe una minaccia per il suo deterrente nucleare strategico. Le postazioni di fuoco europee dello Scudo Spaziale USA/NATO sono in Polonia ed in Romania.

I russi schierano a Kaliningrad il meglio della loro attuale tecnologia militare: dagli S-400 Triumph ai missili balistici Iskander-M. Sistemi integrati quindi, per un asset A2 / AD (anti-accesso/area di diniego). Il sistema stratificato ed integrato di difesa aerea e missilistica schierato prevede radar di allarme precoce e battaglioni armati con sistemi S-300/S400. Qualora scoppiasse una crisi tra l’Europa e la Russia, Mosca potrebbe instaurare una no-fly zone che si estenderebbe da Kaliningrad fino a coprire un terzo dello spazio aereo polacco.

L'S-400 Triumph è stato progettato per intercettare le minacce stealth occidentali ad una distanza massima di 400 km ad un'altitudine di 30 km. La velocità massima utile per l’intercettazione è di 4,8 chilometri al secondo. I sistemi S-300 e S-400 rappresentano la punta più alta dei sistemi di difesa terra-aria russi. Sono progettati per proteggere le aree di importanza strategica. Ogni batteria può attaccare più di una mezza dozzina di obiettivi simultaneamente, tracciandone 80. Il Cremlino schiera permanentemente a Kaliningrad tre brigate d’élite completamente equipaggiate. Le forze meccanizzate sono supportate da una brigata di artiglieria pesante. La 7054 Air Base ospita in turnazione circa cinquanta velivoli tra elicotteri pesanti e caccia.

Kaliningrad rappresenta un tassello fondamentale nella difesa perimetrale russa occidentale come parte di un ideale arco protettivo che si estende dall'Artico al Mar Nero. Nella remota ipotesi di un conflitto con la Nato, Kaliningrad è la chiave per il fianco settentrionale poichè Mosca non ha basi in Bielorussia. In tempi di pace, Kaliningrad fornisce una posizione avanzata per la raccolta di informazioni e rappresenta una piattaforma per la deterrenza strategica.

Kaliningrad non è concepita per garantire profondità operativa ad un’ipotetica forza d’invasione. Non è a sufficienza grande per sostenere isolate operazioni in profondità che avverrebbero con rinforzi limitati tra paesi della Nato. In caso di conflitto in Europa, le forze di Kaliningrad difenderebbero l’oblast. Kaliningrad è quindi strutturata in via primaria per proteggere il lancio dei missili nucleari contro le strutture di comando in Europa. L’oblast rappresenta un bene strategico per la difesa del teatro occidentale e per contenere l’espansione della Nato.

La minaccia Iskander-M

Il missile a combustibile solido 9K720 Iskander-M (designazione Nato SS-26 Stone), è un sistema balistico ad alta precisione con capacità nucleare ottimizzato per l’utilizzo a distanza ravvicinata. Prodotto dalla Kolomna KBM, è stato ufficialmente adottato dall'esercito russo nel 2006. Fino ad oggi le brigate missilistiche del Distretto Occidentale equipaggiate con i missili balistici Iskander-M (CEP o probabilità di errore circolare di 10 metri), effettuavano rotazioni temporanee su Kaliningrad durante le esercitazioni di prontezza operativa. Adesso la loro presenza è ritenuta permanente. Si presume che i missili schierati a Kaliningrad abbiano una gittata estesa di 500/550 km: sarebbero in grado di colpire la Germania.

Capace di una velocità massima di 7mila km/h, l’Iskander a guida Gps/Glonass si affida nella fase terminale del volo ad una guida optoelettronica, compiendo brusche manovre per eludere le difese aeree e rilasciando esche per ingannare i radar nemici. Secondo Missile Threat, l'arma potrebbe manovrare a più di 30g durante la sua fase terminale (tali profili di volo non convenzionali non sono mai stati verificati dall’Occidente). Il sistema di navigazione indipendente non è influenzato dalle condizioni climatiche avverse. Il missile non lascia mai l'atmosfera mentre segue una traiettoria relativamente piatta prima di raggiungere il bersaglio a velocità ipersonica.

Si ritiene che la versione interna abbia un carico utile di 700/750 kg per una singola testata termonucleare da 50 Kt. I due missili monostadio possono essere lanciati in 16 minuti ed in quattro in caso di prontezza operativa. Il secondo missile (solo per la versione interna) può essere lanciato in meno di 50 secondi. È quasi impossibile anticipare il lancio di un missile Iskander-M a causa della mobilità del sistema. L'Iskander non è un'arma strategica, ma un sistema balistico tattico. Sarebbe lanciato per distruggere bersagli nemici fissi di alto valore come le batterie terra-aria, missili a corto raggio, campi d'aviazione, porti, centri di comando, fabbriche ed obiettivi corazzati. I missili possono essere riprogrammati durante il volo in presenza di nuovi bersagli di alto profilo individuati. Il missile 9K720 Iskander-M è concepito per azzerare il vantaggio logistico delle forze nemiche negli scontri regionali.