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Porta via la figlia al marito salernitano e fugge in Russia

TEGGIANO - Da 9 mesi un padre di Teggiano, Luigi Di Salvo, sta cercando disperatamente di riabbracciare la propria figlia, la piccola Sofia di 3 anni, che dallo scorso anno è in Russia, paese di origine della madre, non avendo la moglie dell’uomo più fatto ritorno. L’incubo è iniziato nel settembre del 2018 quando la madre della piccola ha detto al compagno che sarebbe andata ad Ekaterinburg, città degli Urali che ha circa un milione e mezzo di abitanti, per trascorrere dai suoi parenti qualche settimana di vacanza a casa della propria famiglia. Luigi non sospettava assolutamente quali fossero, invece, le reali intenzioni della compagna ed ha iniziato a capirlo solo quando si è reso conto che con il passare del tempo la donna non aveva alcuna volontà di tornare in Italia, a Teggiano, con la bambina. La conferma al sospetto è poi arrivata dopo qualche mese quando la donna ha inviato un messaggio per far sapere che non avrebbe più fatto ritorno nel Vallo di Diano. Luigi Di Salvo non se ne sta con le mani in mano e si attiva subito per poter fare in modo di riabbracciare sua figlia. Sono due le strade che gli si pongono dinanzi: andare in Russia e cercare di riprendersi con la forza la bambina oppure iniziare una battaglia dinanzi all’autorità giudiziaria russa. Luigi sceglie la seconda strada e si rivolge all’avvocato Enrico D’Amato di Sant’Arsenio, legale esperto nelle sottrazioni internazionali di minori e che qualche tempo fa era riuscito dopo una battaglia durata diversi anni a far tonare in Italia il piccolo Francesco, un bambino di Sant’Arsenio portato in Venezuela dalla madre e poi ritrovato in Colombia grazie ad un blitz della polizia locale. L’avvocato D’Amato denuncia l’accaduto al tribunale di Ekaterinburg ed in pochi mesi la giustizia russa si pronuncia in due gradi di giudizio dando ragione al padre. Il giudice ordina, pertanto, alla madre di riportare la bambina in Italia.
Ormai sembra fatta: la sentenza della giustizia russa infatti è esecutiva, quindi la bambina può tornare in Italia. L’avvocato D’Amato comunica la bella notizia a Luigi che vola in Russia con un biglietto di ritorno per lui e per la figlia, però una volta arrivato presso l’abitazione della compagna insieme agli ufficiali giudiziari arriva il colpo di scena: la donna resasi conto che erano lì per riprendersi la bambina, si dà alla fuga attraverso una uscita secondaria della casa e fa perdere le proprie tracce. La donna ora è ricercata e potrebbe finire nei guai per non aver ottemperato all’ordine del giudice ed in Italia invece rischia di essere processata per sottrazione internazionale di minore.
La vicenda è giunta anche all’attenzione di diverse emittenti televisive locali e nazionali russe alla luce del fatto che si tratta pure di una delle prime sentenze con cui l’autorità giudiziaria di quel paese ha disposto il ritorno in uno stato estero di un bambino.
«Siamo impegnati su diversi fronti - ha spiegato l’avvocato D’Amato - per fare in modo che la bambina possa ritornare in Italia. Abbiamo dalla nostra parte una sentenza esecutiva che deve essere rispettata e siamo riusciti a respingere le contestazioni secondo cui ci sarebbero dei rischi per la bambina qualora dovesse tornare in Italia dovuti alle condizioni in cui vivrebbe con il padre.
Contestazioni che abbiamo dimostrato essere infondate portando dinanzi ai giudici tutta la documentazione necessaria per dimostrare che le condizioni economiche del padre sono tali da garantire alla piccola una vita serena».
Erminio Cioffi
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