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L’Adunata di Milano ha reso omaggio a don Carlo Gnocchi, una delle figure più amate dagli Alpini. L’altro giorno i vertici dell’Ana sono stati in visita al santuario di via Capecelatro a Milano, dove sono custodite le spoglie del cappellano. E la sfilata di domani passerà proprio sotto la statua di don Carlo, tra le guglie del Duomo, evidenziata dalla presenza di un gagliardetto gigante. E l’attenti degli alpini in via dell’Arcivescovado sarà proprio in onore del loro amato cappellano.

Terminata la campagna nei Balcani, dopo un breve intervallo a Milano, nel ’42 don Carlo Gnocchi ripartì per il fronte, questa volta in Russia, con gli alpini della Tridentina. Nel gennaio del ’43 iniziava la drammatica ritirata del contingente italiano: don Carlo, caduto stremato ai margini della pista dove passava la fiumana dei soldati, venne miracolosamente raccolto su una slitta e salvato.

È proprio in questa tragica esperienza che, assistendo gli alpini feriti e morenti e raccogliendone le ultime volontà, maturò in lui l’idea di realizzare una grande opera di carità che troverà compimento, dopo la guerra, nella Fondazione Pro Juventute.

Ritornato in Italia nel 1943, don Carlo iniziò il suo pietoso pellegrinaggio, attraverso le vallate alpine, alla ricerca dei familiari dei caduti per dare loro un conforto morale e materiale. È proprio in questa tragica esperienza che, assistendo gli alpini feriti e morenti e raccogliendone le ultime volontà, maturò in lui l’idea di realizzare una grande opera di carità che troverà compimento, dopo la guerra, nella Fondazione Pro Juventute.

Nell’inverno del 2004, è stata completata l’istruttoria supplementare diocesana, chiusa solennemente dal cardinale Dionigi Tettamanzi, per l’analisi di un presunto evento miracoloso segnalato alla segreteria della Postulazione della Causa. Nel gennaio del 2009 Papa Benedetto XVI ha firmato il decreto che attribuisce a don Gnocchi il miracolo che ha visto protagonista Sperandio Aldeni, artigiano elettricista e alpino bergamasco, incredibilmente sopravvissuto a una mortale scarica elettrica. Era l’ultimo passo, il più atteso, che ha ufficialmente sancito la beatificazione di don Gnocchi, celebrata a Milano, in piazza Duomo, domenica 25 ottobre 2009, alla presenza di oltre 50 mila fedeli, molti dei quali alpini.