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In Valle d’Itria. Con un trullo per la testa

Che la Russia sia un paese davvero grande si sa, ciò che è meno noto è invece forse il fatto che abbia più capitali. Infatti, come riportato da Russia Beyond, oltre a Mosca capitale ufficiale e politica e San Pietroburgo, capitale culturale del paese, ce ne sono altre meno conosciute.

Velikie Luki si trova nella regione di Pskov, nella zona nord ovest della Russia e qui, da più di venti anni si tiene la Balloon Cup. Si tratta di uno dei maggiori festival di mongolfiere a livello internazionale, dove si trovano decine di equipaggi provenienti, non solo dalla Russia, ma da tutto il mondo. Le mongolfiere si alzano in volo intorno alla metà di giugno, offrendo uno spettacolo sensazionale, sia che ci si trovi su una di esse, sia guardandole dal basso.

La capitale della provincia profonda è la città di Urjùpinsk. Si trova nella regione di Volgograd, circa 700km a sudest di Mosca. Non è ben noto da dove deriva, quando è nata questa sua reputazione, ciò che si sa è che in Russia ogni qualvolta si voglia indicare un posto sperduto, lo si chiama così. Molti nemmeno sanno che questo posto esiste davvero, invece il villaggio è stato fondato nel 1618 ed è stato ufficialmente riconosciuto come città nel 1929. La maggior parte della gente considera e utilizza la parola Urjùpinsk per indicare un posto piccolo, sperso, dove vive lo stereotipo russo medio: semplice e di provincia. Per cercare di utilizzare a proprio favore la sua triste reputazione la città è stata ufficialmente dichiara nel 2012 capitale della provincia profonda della Russia, sperando che il nome insieme al monumento e al museo della capra attirino un po’ di turisti in cerca di esotismo.

Sempre nella regione di Volgograd, la città di Kamyshin è stata riconosciuta come la capitale russa dell’anguria. Qui già da anni si tiene il festival del cocomero e presto aprirà anche un museo a tema. Durante il festival la gente si lancia addosso pezzi di cocomero. Kamyshin si è conquistata questa fama poiché, secondo una leggenda, nel 1722 Pietro il Grande, che stava passando per la città prima di andare in guerra con la Persia, assaggiò un cocomero e ne rimase talmente deliziato che ordinò di farne fare uno di rame da mettere nel municipio.

A 100km a sudovest di Mosca, nella regione di Kaluga, la piccola città di Balabanovo è stata la sede, per più di cinquant’anni, di una grande fabbrica di fiammiferi, che produceva ogni anno migliaia di pezzi. I fiammiferi venivano venduti in tutto il territorio nazionale ed erano i più popolari grazie ai disegni presenti nelle scatole, infatti oltre alle serie regolari, venivano prodotti anche set decorativi e scatole souvenir. A metà degli anni cinquanta venne addirittura fatta una mostra a Bruxelles con le scatole dei fiammiferi di Balabanovo, mentre a Mosca è tutt’ora presente un museo su questi fiammiferi. Anche se la fabbrica ora ha chiuso, Balabanovo rimane nell’immaginario comune la capitale dei fiammiferi.