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La Russia nelle elezioni europee

Meno di due settimane prima delle elezioni cardine per il Parlamento europeo, una costellazione di siti Web e account di social media collegati alla Russia o ai gruppi di estrema destra sta diffondendo disinformazione, incoraggiando e amplificando la sfiducia nei partiti centristi che hanno governato per decenni. E’ notizia di questi giorni della chiusura (anche in Italia) da parte di Facebook di diverse pagine con milioni di follower che diffondevano Fake e disinformazione. Tra le pagine chiuse ve ne sono molte che Stopfake aveva segnalato nel 2017. Gli investigatori dell’Unione europea, accademici e gruppi della difesa sono arrivati (con un po’ di ritardo) ad identificare che tali pagine della disinformazione condividono molte delle stesse “impronte digitali” o “tattiche digitali” utilizzate in precedenti attacchi russi, inclusa l’ingerenza del Cremlino nella campagna presidenziale degli Stati Uniti del 2016.

Anche il NewYork Times riporta i siti italiani che hanno le stesse firme elettroniche dei siti web del Cremlino, mentre una paio di gruppi politici tedeschi condivide server utilizzati dagli hacker russi che hanno attaccato il Comitato nazionale democratico.

L’attività offre nuove prove relativamente al fatto che la Russia rimane imperterrita nel suo obiettivo di allargare le divisioni politiche e indebolire le istituzioni occidentali. Nonostante gli sforzi della polizia online delle aziende tecnologiche americane, rimane molto più facile diffondere informazioni false piuttosto che fermarle.

La Russia rimane la forza trainante di questo tipo di campagne, ma va anche detto che molti hanno copiato il loro modello in particolare i partiti dell’estrema destra ed a volte non si comprende se agiscano coordinati o no. Questi gruppi spesso fanno eco ai punti di discussione del Cremlino, rendendo difficile discernere le linee tra la propaganda russa, la disinformazione di estrema destra e un autentico dibattimento politico.

Di sicuro è che reti di profili Facebook, account Twitter, gruppi di WhatsApp e siti Web stiano ancora diffondendo storie false e divergenti sull’Unione Europea, la NATO, gli immigrati e altro ancora. Le teorie della cospirazione sono propagandate senza alcun freno, compreso che il fuoco di Notre-Dame del mese scorso è stato opera di terroristi islamici. Spesso questi messaggi provengono direttamente dai media russi e sono ripetuti e amplificati altrove,  altre volte sono più cautamente simulati.

Daniel Jones, un analista ex agente F.B.I. investigatore del Senato il cui gruppo no-profit, Advance Democracy, ha recentemente segnalato un certo numero di siti Web sospetti e di account sui social media alle autorità preposte all’applicazione della legge ha dichiarato che “queste elezioni europee hanno un valore molto più alto rispetto a tutte quelle svoltesi nel passato”. “È per dividere costantemente, aumentare la sfiducia e minare la nostra fede nelle istituzioni e nella democrazia stessa. Stanno lavorando per distruggere tutto ciò che è stato costruito dopo la seconda guerra mondiale. “

I leader populisti, molti dei quali simpatizzanti per la Russia, si sono uniti nella speranza di espandere la loro influenza nel Parlamento e, a loro volta, di reindirizzare o sovvertire il processo decisionale a Bruxelles. Putin ha cercato a lungo di dividere l’Unione europea, e ha sostenuto i movimenti populisti che cercano di minare il blocco dall’intimo.

Che la disinformazione possa spostare milioni di voti o no è un dibattimento tuttora aperto, ma il focus principale rimane quello di confondere gli elettori, fare in modo che le persone mettano in dubbio ciò che è vero ed perdano la fiducia nelle istituzioni. Va sempre ricordato che obiettivo fondamentale della disinformazione è creare SUGGESTIONI, non convincere se una cosa sia vera oppure no.

Nel 2016 fu creato un sito Web chiamato “IoStoConPutin.info“, che promuoveva notizie e critiche filo-russe all’Occidente. Quel sito, ormai chiuso, aveva un account di tracciamento di Google (ca-pub-5559271592522857) identico al sito web ufficiale della campagna di Matteo Salvini “noiconsalvini.org“. All’era, durante la campagna Salvini ha riconosciuto che uno sviluppatore web simpatizzante del partito aveva costruito entrambi i siti web, ma affermando anche di non avere alcuna affiliazione con la pagina di Putin. Lo stesso numero di tracciamento di Google era anche abbonato al sito web StopEuro, che oggi promuove storie dai media russi e dai siti web collegati al Cremlino che criticano l’Unione europea. La cosa strana è che questo codice lo avevamo ritrovato anche in un’altro sito “Infoa5stelle.org“. Già al tempo avevamo trovato una serie di connessioni tra siti 5 stelle e della Lega tanto che ci azzardammo in una previsione poi avveratasi da li a pochi mesi e cioè la costituzione in Italia del governo gialloverde.

Tornando all’ambito europeo, per modello in Germania avviene la stessa cosa già vista in Italia. Il partito tedesco di estrema destra, AfD, ha un forte sostegno da parte dei media ufficiali del governo russo e dei canali pro-russi. Contemporaneamente però il Cremlino amplifica anche i messaggi dagli oppositori più strenui di AfD, i cosiddetti antifascisti di sinistra. Ciò evidenzia che il vero interesse della Russia sia quello di seminare discordia politica nelle democrazie, indipendentemente dall’ideologia. I siti web che promuovono quelli che sembrano essere due gruppi antifascisti tedeschi locali, Antifa West Berlin e Antifa Nord Ost, condividono un server utilizzato dagli hacker del governo russo che hanno attaccato il Comitato nazionale democratico durante le elezioni del 2016. Le informazioni di registrazione per uno dei siti tedeschi includono un indirizzo email anonimizzato che è stato utilizzato anche per creare una coppia di siti di spearphishing russi.

Avaaz afferma di aver identificato più di 100 pagine Facebook che coordinano la diffusione di articoli, meme e video che sostengono cause di estrema destra e populismo in Italia, tra cui la Lega di Salvini e il Movimento  cinque stelle. Negli ultimi tre mesi, queste reti avevano 18 milioni di follower e 23 milioni di interazioni degli utenti.

Va anche ricordato che i “siti di informazione politica” o di “notizie” sono solo una parte della catena logistica della disinformazione. Oggi sempre di più vengono utilizzati siti apparentemente di informazione musicale, cucina o agricoltura. Questo nuovo tipo di disinformazione è stata progettata alcuni anni fa e messa in atto solo negli ultimi due anni. Anche l’uso di account “infiltrati” è un problema che si è evidenziato solo recentemente ma che ha visto il suo concepimento mesi fa.

Ciò che ancor oggi non viene compreso da chi dovrebbe contrastare a livello internazionale queste derive, è che chi amministra la disinformazione lo fa con una accurata programmazione e ciò che vediamo oggi e a cui tentiamo di porre rimedio in realtà è stato programmato magari tre anni fa. Ciò che ci dovrebbe preoccupare maggiormente è comprendere ciò che ci aspetta nel futuro per tentare di prevenirlo.