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Russia, Zar Putin stravince le elezioni amministrative col 76 per cento

Zar Putin stravince le amministrative: nella circoscrizione di Mosca in cui domenica ha votato anche Vladimir Putin, il distretto di Gagarin, i candidati dell’opposizione hanno conquistato i 12 nuovi seggi del consiglio di zona. Nel distretto della Tverskaya, sempre nel centro di Mosca, 11 consiglieri su 12. E in 17 distretti (su 125) hanno vinto la maggioranza. L’attivista e leader del partito di opposizione Solidarnos Ilya Yashin, ha inoltre reso noto di aver vinto sette seggi nella circoscrizione di Krasnoselsky, dove Russia unita ha preso solo tre consiglieri. In realtà è solo un risultato simbolico – i consiglieri di zona non hanno poteri effettivi e già in periferia le percentuali sono quelle tradizionali, in favore di Russia unita, per non parlare del resto del Paese. Come previsto i candidati del Cremlino hanno vinto in tutte le regioni, 16, in cui si è votato per il governatore. A Mosca, il partito di Putin ha ottenuto addirittura il 76 per cento dei seggi, Yabloko e Gudkov il 12 per cento e i candidati indipendenti il 7 per cento. Bassa l’affluenza alle urne alle elezioni che, fra governatori, consigli regionali e locali, due deputati della Duma di stato, hanno interessato 82 delle 85 regioni della Federazione, un dato che fa piacere al Cremlino, poiché è evidente che la popolazione appoggia l’operato del governo. Superiore al 40 per cento solo in tre regioni (Mordovia, Saratov e Belgorod), con il record negativo del 12,7 per cento a Vladivostok, di poco superiore a Mosca (14,8 per cento). Il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov ha assicurato che il risultato delle urne “certifica il sostegno dei russi per i candidati di Russia Unita e anche per la politica delle risorse umane del presidente Putin”, che il prossimo marzo dovrebbe presentarsi alle elezioni presidenziali per un quarto mandato da presidente e che nei mesi scorsi ha scelto i giovani candidati a governatore, insediati per tempo come facente funzione. Ma il presidente della Commissione elettorale di Mosca Valentin Gorbunov ha ammesso che “le preferenze politiche dei moscoviti stanno cambiando”. Nella regione della Buryatia, il candidato del Cremlino Aleksei Tsydenko, nominato governatore facente funzione lo scorso febbraio, si avvia alla vittoria con l’87 per cento dei voti, dopo che il candidato forte Vyacheslav Markhaev, nominato dal partito comunista, non era stato ammesso alla competizione elettorale. A Kaliningrad, il giovane governatore facente funzione, nominato dal Cremlino lo scorso ottobre in vista delle elezioni Anton Alikhanov, 30 anni, vince con l’81 per cento dei voti. L’oppositore Aleksei Navalny, che ha anticipato la sua candidatura alle presidenziali di marzo, ha ovviamente denunciato frodi a Mosca. Il Cremlino assicura invece che c’è stata “tolleranza zero” per violazioni delle norme e che le autorità locali hanno dimostrato “reazioni lampo” a eventuali abusi, aprendo inchieste e licenziando funzionari (a Mosca nei giorni scorsi il sindaco Sergei Sobyanin ha licenziato due funzionari del distretto di Novo-Peredelkino sorpresi in un video pubblicato su youtube a corrompere osservatori). “La legittimità delle elezioni è stata assicurata in tutto il Paese”, ha affermato Peskov, paragonando la basse affluenza alle urne registrata “alla tendenza generale registrata in Europa”.