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Verso Russia 2018: Brasile e Spagna col passo delle favorite, Argentina piena di problemi

La condizione delle big a due mesi e mezzo dal Mondiale

Amichevoli sì, ma fino a un certo punto. Sono state le prove generali del Mondiale di Russia, partite tra big che hanno svelato tanto, anche se non ancora tutto. Ci saranno altri test, a ridosso del Mondiale, nei primi dieci giorni di giugno. Ma lì le nazionali avranno già definito la propria rosa. Chi ha già in mente come avvicinarsi alla Russia, quelli che hanno le idee più chiare sono senza dubbio Brasile e Spagna. Poi la Germania, forte delle sue convinzioni e della guida di Loew. Qualche dubbio in più per la Francia, impegnata a trovare la formula magica per assemblare tutto il talento a disposizione. In alto mare l'Argentina. Chi è ancora un punto interrogativo, come sempre, Portogallo e Inghilterra. Ecco la condizione delle favorite nei prossimi Mondiali di Russia 2018.

BRASILE GIÀ FATTO: TITE HA GIÀ LA SUA SQUADRA, ASPETTANDO NEYMAR

a Russia 2018. Il ct non ha dubbi, va dritto per la sua strada, fatta anche di piccole stranezze come la fascia di capitano che cambia ad ogni partita (nelle ultime due amichevoli i capitani sono stati Alisson e Dani Alves). Il Brasile ha un impianto già definito, un 4-3-3 in cui spiccano due cose: una solidità a centrocampo e l'estro del reparto avanzato. La formazione è praticamente fatta, nell'attesa del recupero di Neymar. Considerate che nelle due amichevoli con Russia (vittoria per 3-0) e Germania (vittoria per 1-0) Tite ha schierato praticamente lo stesso 11, con un solo cambio tra la prima e la seconda partita. E c'è di più: durante il match con la Germania ha effettuato una sola sostituzione, dopo il 70', inserendo Douglas Costa al posto di Coutinho.

LA FORMAZIONE TIPO
Brasile (4-3-3): Alisson; Dani Alves, Miranda, Thiago Silva, Marcelo; Fernandinho, Casemiro, Paulinho; Willian, Gabriel Jesus, Neymar (Coutinho).

A questi 11 vanno aggiunti i due jolly Coutinho e Douglas Costa: il primo può anche agire a centrocampo come mezzala, andando a dare un po' di estro ad una mediana ricca di muscoli ma non ricchissima di talento. L'esterno della Juve è l'arma in più. Con loro l'altra soluzione offensiva è Firmino, anche se Gabriel Jesus è totalmente al centro della Seleçao.

SUPER SPAGNA, PANCHINA LUNGA E TANTO TALENTO

Pareggio per 1-1 con la Germania, straripante vittoria per 6-1 sull'Argentina. La Spagna, dopo aver triturato l'Italia nel girone di qualificazione, ha fatto la voce grossa anche in amichevole. Sono tante le certezze delle Furie Rosse, condotte da un Lopetegui che non ama il profilo alto ma che sa di avere tra le mani una squadra talmente ricca di talento e soluzioni da risultare una delle favorite d'obbligo in Russia. Mancava per infortunio Busquets, in questi due impegni, ma il faro del centrocampo tornerà, e al suo fianco ci sarà l'eterno

LA FORMAZIONE TIPO
Spagna (4-3-3): De Gea; Carvajal, Sergio Ramos, Piqué, Jordi Alba; Iniesta, Thiago Alcantara (Busquets), Koke; Isco, Diego Costa (Rodrigo), David Silva (Asensio).

Come si evince dal possibile 11 titolare, Lopetegui ha un centrocampo di quantità enorme, come nessun altra nazionale. Davanti il recupero di Diego Costa, la soluzione Rodrigo, la fantasia di Isco e David Silva, i cambi di Asensio, Vazquez e Iago Aspas. Insomma, ci sono tutti gli ingredienti per vedere una Spagna protagonista e che difficilmente finirà fuori nel girone come nel 2014.

GERMANIA, LE CERTEZZE DI LÖW E QUALCHE PICCOLA CREPA

Chi sarà il portiere della Germania ai Mondiali? Tornerà Neuer dopo l'infortunio al piede e un'intera stagione fuori o resterà ter Stegen, che ha dimostrato di essere super affidabile? È solo una delle domande che si porta dietro Löw, che ha come al solito forgiato il suo 11 ideale con il 4-2-3-1 e ha iniziato a dare fondo alle varie soluzioni alternative. Nelle amichevoli un pari con la Spagna (1-1) e una sconfitta con il Brasile (0-1).

LA FORMAZIONE TIPO
Germania (4-2-3-1): ter Stegen (Neuer); Kimmich, Boateng, Hummels, Hector; Khedira, Kroos; Müller, Özil, Draxler; Werner.

Questa è in linea di massima la formazione titolare, ma le risorse sono tante, a partire da Sané, ad modello. Ma Löw, forte di un processo lungo anni e con le prove generali fatte alla Confederations nel 2017, ha la possibilità di schierare gente come Goretzka, Brandt, Stindl. Da verificare il possibile recupero di pezzi da novanta come Reus e Goetze.

FRANCIA, QUANTO TALENTO: MA QUALE È LA FORMULA GIUSTA?

Deschamps ha tra le mani una delle generazioni più ricche di talento degli ultimi decenni. In avanti ha una vastità di soluzioni, una panchina smisurata di giocatori forti, tecnici, veloci, giovani. Ecco: l'inesperienza potrebbe giocare un brutto scherzo. Con la Colombia si sono visti i pregi ma anche i limiti (sconfitta per 2-3), con la Russia qualche piccolo passo avanti (vittoria per 3-1). Ma la formula esatta è ancora da definire, con Deschamps combattuto tra 4-2-3-1 e 4-3-3. Il punto fisso è uno, Mbappé. Pogba, invece, è ancora da collocare: chi a centrocampo non starà mai fuori è Kanté.

LA FORMAZIONE TIPO
Francia (4-3-3): Lloris; Sidibé, Varane, Umtiti, Digne; Pogba, Kanté, Matuidi (Rabiot); Dembélé, Griezmann, Mbappé.

Ci sono ovviamente Martial, Lemar, Giroud, Lacazette, non ci sarà Benzema, per dire. Ma come predicava l'Equipe l'altro giorno: "Il talento non basta"

ARGENTINA, POLEMICHE E MILLE DUBBI

Come sempre l'Argentina sa farsi male da sola. Non c'era Messi in queste due amichevoli (vittoria per 2-0 sull'Italia, tremenda batosta per 6-1 con la Spagna), ma ciò non giustifica una nazionale vittima di sé stessa, di polemiche interne, di convocazioni e mancate convocazioni che fanno discutere più delle questioni di campo. L'atteggiamento di Sampaoli non aiuta, lasciare fuori Dybala e Icardi è una scommessa che non paga, la dipendenza da Messi un dato di fatto. L'Argentina non ha ancora capito che vestito indosserà, al di là del modulo (nelle due amichevoli Sampaoli ha schierato un 4-2-3-1). Anche Aguero era out in questi due impegni, Lautaro Martinez è atteso ma avuto poco spazio. Insomma, c'è un lavoro enorme da fare.

LA FORMAZIONE TIPO
Argentina (4-2-3-1): Romero; Bustos, Otamendi, Fazio, Tagliafico; Biglia (Paredes), Mascherano; Messi, Banega, Di Maria; Higuain.

È ovvio che balza all'occhio la presenza di Bustos (27 presenze da professinista nell'Independiente) e Tagliafico (appena sbarcato in Europa, all'Ajax), oppure quella di Meza, centrocampista dell'Independiente. Insomma, per un attacco che sembra avere risorse infinite (e alcune inesplorate), il resto della squadra è tutto da assestare.

LE ALTRE BIG: IL PORTOGALLO È SEMPRE CR7-DIPENDENTE

Tra le favorite alla vittoria finale in Russia c'è anche il Portogallo di Cristiano Ronaldo, quantomeno perché campione d'Europa in carica. Ma le ultime amichevoli non fanno stare tranquillo Fernando Santos (vittoria in extremis sull'Egitto, pesante ko con l'Olanda). Il talento non si discute, la spinta di Ronaldo neppure, ma vedere un Portogallo al top e solido per tutto il Mondiale è una scomessa difficile da vincere. Stesso discorso per l'Inghilterra, che Southgate ha vestito con il 3-5-2 e che aspetta il miglior Kane. Anche qui ci sono grandi talenti ed evidenti lacune.