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Siria: gli ispettori di armi chimiche sono entrati a Douma

Il presidente USA Donald Trump ha attaccato la Siria nella notte tra venerdì 13 e sabato 14 aprile con una serie di raid aerei in risposta al presunto attacco chimico avvenuto domenica 8 aprile 2018 a Douma, che ha causato la morte di almeno 100 persone.

 ore 15.00 – Gli ispettori internazionali di armi chimiche sono entrati a Douma, luogo del sospetto attacco chimico in Siria. A riferirlo è stato il ministero degli Esteri russo. Il team dell’Organizzazione per la proibizione delle armi chimiche (OPCW) ha lasciato Damasco per la vicina città di Douma. Gli stati occidentali dicono che il governo siriano ha attaccato attacchi aerei chimici alla città l’8 aprile, causando molti morti. La Siria e la Russia, che controllano Douma da quando i militanti sono partiti, negano l’attacco chimico.

– ore 17.40 – Lavrov: “I raid di Stati Uniti, Gran Bretagna e Francia sulla Siria hanno complicato i negoziati di pace di Ginevra” – Il ministro degli esteri russo ha inoltre dichiarato che il mandato dell’inviato speciale Onu Staffan de Mistura è stato compromesso dai recenti attacchi contro la Siria. “Questo atto aggressivo ha complicato molte cose, tra cui quel mandato di cui è stato investito dal segretario generale Onu l’inviato speciale Staffan de Mistura”, ha affermato Lavrov al termine del suo colloquio a Mosca proprio con de Mistura. “I tre paesi citati il 14 aprile hanno bombardato non solo gli inventati impianti chimici in Siria, ma anche i negoziati di Ginevra”

Secondo alcuni osservatori, tuttavia, l’attacco ordinato da Trump è sembrato contenuto e in ogni caso volto a evitare una possibile risposta da parte della Russia o dell’Iran.

“Ci saranno conseguenze”. L’ambasciatore russo presso gli USA, Anatoly Antonov, ha immediatamente risposto ai bombardamenti in Siria, dicendo che Trump non ha voluto ascoltare i suggerimenti della Russia di cessare a un attacco in territorio siriano e che questo comporterà delle conseguenze. Il diplomatico ha anche aggiunto che gli Stati Uniti, che a loro volta sono in possesso di armi chimiche, non hanno alcun diritto morale di incriminare altri paesi per il loro utilizzo.

– ore 19.35 – Regni Unito: le accuse di Mosca sono “grottesche” – Karen Pierce, ambasciatrice britannica all’Onu, ha definito “grottesche” le accuse  dell’esercito russo secondo cui il Regno Unito avrebbe partecipato alla messa in scena del presunto attacco con armi chimiche a Duma. “È una sfacciata fandonia. Una delle peggiori notizie false della macchina propagandistica della Russia”, ha dichiarato l’ambasciatrice, negando “categoricamente” qualsiasi coinvolgimento.

– ore 18.40 – L’ambasciatore siriano all’Onu “Se attaccati ci difenderemo” – La Siria “non avrà altra scelta” che difendersi in caso di attacco militare condotto dalle potenze occidentali contro il paese. “Non è una minaccia. È una promessa”, ha affermato l’ambasciatore siriano Bashar Jaafari al Consiglio di sicurezza dell’Onu.

– ore 17.00 – La Russia accusa il Regno Unito. Il portavoce dell’esercito russo, Igor Konachenkov, ha dichiarato che Mosca ha “prove che dimostrano il coinvolgimento diretto del Regno Unito nell’organizzazione della provocazione nella Ghouta orientale”. Secondo Konachenkov, Londra ha esercitato “forti pressioni” sui Caschi Bianchi siriani per mettere in scena il presunto attacco chimico.

– ore 12.30 –  Russia: “Attacco chimico una messa in scena straniera”. Il ministro degli Esteri russo, Sergej Lavrov, ha dichiarato che il presunto attacco con armi chimiche compiuto a Douma è stato una “messa in scena” organizzata con l’aiuto di un’agenzia di intelligence straniera.

Intanto, il presidente del Consiglio italiano, Paolo Gentiloni, ha affermato che l’Italia non parteciperà ad azioni militari in Siria. Il premier lo ha detto nel corso delle telefonate avute con vari interlocutori internazionali, tra cui la cancelliera tedesca Angela Merkel. In base agli accordi internazionali e bilaterali vigenti, l’Italia continuerà a fornire supporto logistico alle attività delle forze alleate, contribuendo a garantirne la sicurezza e la protezione.

– ore 14.00 – Macron: “Abbiamo le prove che sono state usate armi chimiche”. Il presidente francese, Emmanuel Macron, ha dichiarato che è stato dimostrato che nell’attacco a Douma, in Siria, sono state utilizzate armi chimiche. “Abbiamo le prove che la scorsa settimana, quasi dieci giorni fa, sono state usate armi chimiche, almeno il cloro, e che sono state usate dal regime di Bashar al-Assad”, ha affermato Macron in un’intervista all’emittente televisiva francese TF1.

Gli USA e i suoi alleati potrebbero rispondere militarmente in Siria in seguito al presunto attacco chimico avvenuto a Douma, nel Ghouta orientale, ai danni della popolazione civile.

La minaccia è arrivata in modo concreto quando oggi, mercoledì 11 aprile, (in Italia era l’ora di pranzo) il presidente Donald Trump ha dichiarato attraverso il suo account Twitter che gli USA attaccheranno la Siria “con missili nuovi e intelligenti” e che la Russia non dovrebbe difendere chi “uccide la sua gente con il gas e si diverte”.

Una dichiarazione che suona come una risposta all’ambasciatore russo in Libano, Alexander Zasypkin, il quale ha fatto sapere che ogni missile statunitense sparato verso la Siria sarà abbattuto e che in quel caso le forze armate di Mosca potrebbero prendere di mira gli stessi siti di lancio.

Gli Stati Uniti al momento schierano oltre 2mila uomini in Siria, soprattutto nel nord est del paese arabo. La Russia invece è presente da anni con uomini e mezzi a fianco del governo di Damasco, che concede a Mosca l’uso di due basi militari nel paese.

Washington ha inviato nel mar Mediterraneo un gruppo di navi da guerra, guidato dalla portaerei USS Harry S. Truman. Il gruppo d’attacco comprende anche l’incrociatore con missili guidati USS Normandy e quattro cacciatorpediniere.