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Siria news | Siria, esperti Onu sotto tiro a Douma | Diretta

Il presidente USA Donald Trump ha attaccato la Siria nella notte tra venerdì 13 e sabato 14 aprile con una serie di raid aerei in risposta al presunto attacco chimico avvenuto domenica 8 aprile 2018 a Douma, che ha causato la morte di almeno 100 persone.

– ore 08.30 – Esperti Nazioni Unite sotto tiro a Douma – Alcuni colpi di arma da fuoco sono stati sparati contro una squadra di esperti dell’Onu presente nella città di Douma: i funzionari delle Nazioni Unite hanno dovuto fare ritorno a Damasco. L’attacco risale a martedì 17 aprile: “I colpi sono stati sparati contro una squadra di sicurezza delle Nazioni Unite che stava facendo una ricognizione”, ha detto all’agenzia di stampa Afp un un funzionario delle Nazioni Unite. “Non sono stati feriti e sono tornati a Damasco”.

La squadra dell’Onu ha avviato un dialogo con le autorità siriane e russe per consentire agli esperti dell’Opac, l’Organizzazione per la proibizione delle armi chimiche, di indagare “appena possibile” sulla scena del presunto attacco chimico a Douma.

– ore 10.00 – La Russia: trovato laboratorio ribelli per fabbricazione armi chimiche – La Russia ha fatto sapere di aver trovato nella città siriana di Douma un presunto laboratorio per la produzione di sostanze chimiche, con bidoni di cloro e componenti per il gas mostarda. “È stato trovato anche un bidone con cloro, simile a quello usato dai ribelli nella messa in scena”, ha dichiarato Alexandr Rodionov, portavoce delle truppe russe di difesa radioattiva, chimica e batteriologica.

Rodionov a rifermento a quanto avvenuto a Douma il 7 aprile 2018,: secondo i paesi occidentali il governo siriano, alleato della Russia, ha condotto un attacco sulla città utilizzando armi chimiche. Secondo Damasco e Mosca, si è invece trattato di una messa in scena dei ribelli, attuata con il supporto dell’intelligence del Regno Unito.

– ore 09.30 – Ispettori Opac a Douma in attesa di avviare le indagini – Gli ispettori dell’Organizzazione per la proibizione delle armi chimiche (Opac) sono a Douma e stanno aspettando il via libera delle Nazioni Unite per avviare le indagini sul presunto attacco con armi chimiche avvenuto il 7 aprile 2018. Lo ha riferito l’ambasciatore siriano alle Nazioni Unite, Bashar Jaafari. Personale delle Nazioni Unite è entrato a Douma ieri, martedì 17 aprile, per determinare se gli ispettori possono iniziare il loro lavoro.

– ore 16.00 – Gentiloni: “Sfidare la Russia su terreno negoziale” – Il presidente del Consiglio italiano, Paolo Gentiloni, ha riferito alla Camera sull’attacco in Siria. “Siamo di fronte a una guerra orribile e a un regime orribile. Ma il negoziato con questo regime orribile è inevitabile”, ha dichiarato il premier.

“L’idea che la presenza militare sul territorio della Siria potesse risolvere la condizione anche dal punto di vista politico, si è rivelata una pia illusione, sfidiamo la Russia a contribuire con Stati Uniti, Iran ed Europa alla soluzione negoziale a questa condizione. Il ruolo della Russia è fondamentale, bisogna farlo ora”, ha sottolineato Gentiloni.

“L’Italia non è un Paese neutrale, ma è un coerente alleato degli Stati Uniti da molti decenni e non e’ un coerente alleato di questa o quella amministrazione americana”, ha aggiunto il presidente del Consiglio. “L’Italia è sempre stata da questa parte, è una scelta di campo perché in gioco non c’è solo la riconoscenza per chi ha liberato il nostro paese dal nazifascismo. Ci sono in gioco i nostri valori e nessuna stagione sovranista può portare al tramonto di questi valori”.

“Non possiamo ammettere che si torni all’uso delle armi chimiche. Abbiamo esplicitamente condizionato la nostra disponibilità di supporto logistico, che si è svolto in particolare dalla base aerea di Aviano, al fatto che dal nostro territorio non partissero azioni contro il territorio siriano e così è stato”, ha aggiunto Gentiloni.

– ore 08.00 – La tv siriana: nuovo raid su Homs. Ma è un falso allarme – Nella notte la tv di stato siriana ha dato notizia di un nuovo attacco missilistico contro la base aerea di Al Shayrat, nella regione di Homs. L’emittente, parlando di “aggressione”, ha riferito che la contraerea del regime di Damasco ha abbattuto dei missili. Ma la notizia è stata smentita da fonti militari siriane, citate dall’agenzia di stampa tedesca Dpa.

Anche l’Osservatorio siriano per i diritti umani ha riferito di forti esplosioni vicino alla base di Shayrat. Un rapporto della milizia libanese filo-iraniana Hezbollah ha affermato invece che le difese aeree siriane hanno intercettato tre missili destinati all’aeroporto militare di Dumair, a nord-est della capitale Damasco. Il Pentagono ha smentito qualsiasi intervento e anche le forze armate di Israele hanno affermato di non essere coinvolte.

La Russia: “Ispettori Opac a Douma mercoledì” – La Russia ha fatto sapere che domani, mercoledì 18 aprile, sarà consentito agli ispettori dell’Opac, l’Organizzazione per la proibizione delle armi chimiche, l’accesso  a Douma, la città della Siria bersaglio del presunto attacco con armi chimiche il 7 aprile scorso.

Gli ispettori sono in Siria dallo scorso sabato 14 aprile in attesa di iniziare la loro attività. Ieri, martedì 16 aprile, l’ambasciatore del Regno Unito all’Opac, Peter Wilson, aveva denunciato che Russia e Siria avevano negato l’accesso a Douma al personale dell’Opac. Il ministro degli Esteri russo, Sergej Lavrov, aveva smentito.

– ore 16.00 – Opac: la Russia e la Siria hanno negato agli ispettori l’accesso a Douma. Mosca smentisce – “La Russia e la Siria non hanno ancora permesso l’accesso a Douma degli ispettori dell’Opac, l’Organizzazione per la proibizione delle armi chimiche”. Lo ha detto l’ambasciatore del Regno Unito all’Opac, Peter Wilson, in un tweet a margine della riunione dell’organizzazione che si è tenuta a L’Aia, in Olanda.

“L’accesso senza ostacoli è essenziale. Russia e Siria devono coadiuvare”, ha sottolineato Wilson. Immediata è arrivata la smentita di Mosca, affidata al ministro degli Esteri, Sergej Lavrov. “Posso garantire che la Russia non ha interferito”, ha dichiarato il ministro in una intervista rilasciata alla Bbc.

Intanto, gli Stati Uniti hanno ammesso per la prima volta la presenza in Siria di contractor al fianco delle forze armate americane. Il Pentagono ha rivelato che oltre 5.500 uomini di appaltatori privati sono impegnati nel conflitto siriano a supporto delle truppe USA. La rivelazione arriva proprio quando il presidente Donald Trump ha annunciato il ritiro delle truppe americane dalla Siria.

 il sito di Him Shinshar, a circa 20 chilometri da Homs, ritenuto deposito di attrezzature per fabbricare armi chimiche, un bunker nelle vicinanze, presunto deposito sotterraneo di armi chimiche, e il centro di ricerca di Barzeh, a nord di Damasco, che secondo gli Stati Uniti è stato il laboratorio del programma di armi chimiche di Assad.

“Azioni illegali – e’ stato dichiarato da entrambi – stanno causando un grave danno al quadro siriano e al suo processo di stabilizzazione”. Putin, in particolare, ha sottolineato che “ulteriori fratture nella carta delle Nazioni Unite” saranno all’origine del disordine nei rapporti tra le potenze.

dell’Organizzazione per la proibizione delle armi chimiche (Opac) sul presunto attacco del 7 aprile scorso a Douma, nella Ghouta orientale.

Gli esperti dell’Opac sono arrivati in Siria e già oggi si recheranno nella città dove sarebbero stati usati gas clorino e gas sarin. “Lasceremo che la squadra faccia il proprio lavoro – ha assicurato il viceministro degli esteri siriano, Ayman Susan – e lo svolga in modo professionale, imparziale e privo di qualsiasi pressione. I risultati dimostreranno che le accuse nei nostri confronti sono false”.

Come ha spiegato uno degli ispettori, Ralf Trapp, “la squadra di esperti non cercherà solo le prove degli attacchi con armi chimiche, ma anche quelle di una eventuale alterazione o manomissione dei luoghi” che sarebbero entrati nel mirino di un attacco chimico.

Papa Francesco: “Siria, leader politici facciano prevalere pace e giustizia” – Durante l’Angelus che si è tenuto questa mattina a Piazza San Pietro, papa Francesco è intervenuto sulla condizione in Siria, rivolgendo un appello di leader politici: “Sono profondamente turbato dall’attuale condizione mondiale, in cui, nonostante gli strumenti a disposizione della comunità internazionale, si fatica a concordare un’azione comune in favore della pace in Siria e in altre regioni del mondo. Mentre prego incessantemente per la pace, e invito tutte le persone di buona volontà a continuare a fare altrettanto, mi appello nuovamente a tutti i responsabili politici, perché prevalgano la giustizia e la pace”.

– ore 11.30 – La guerra in Siria spiegata con un disegno – Perché c’è la guerra in Siria ? Sicuramente per capire le ragioni del conflitto è necessario avere un quadro chiaro della condizione geopolitica attuale, dei conflitti in atto all’intimo del mondo islamico, di cosa sia il regime di Assad.

Nondimeno, è importante comprendere come l’attuale guerra siriana affondi le sue radici il 2.000 anni di storia.

Questo video ripercorre in 9 minuti, attraverso un disegno, le tappe che hanno portato all’attuale conflitto, e spiega in maniera semplice e chiara quali sono ora le forze in campo, dal regime di Assad ai vari gruppi ribelli fino all’Isis, che ruolo giocano in questa guerra, e molto altro ancora.

Una guida semplice per comprendere il conflitto siriano e tutto quello che sta accadendo in queste ore.

Il video è stato realizzato da #WHYMAPS ed è diventato virale. Il progetto è stato realizzato da Sergio de Pazos e Bruno Teixidor, due designer spagnoli. La traduzione italiana è a cura dell’utente DadoBax.

A questo link il video della guerra in Siria spiegata con un disegno

Berlusconi: “La Russia resta un partner strategico” – Il leader di Forza Italia Sivlio Berlusconi, in una lettera al Corriere della Sera, ha richiamato l’importanza di avere presto un governo nel pieno dei suoi poteri per affrontare la crisi siriana, e per svolgere un ruolo di mediazione tra Stati Uniti, Russia e Unione Europea: “Non c’e’ bisogno di “un governo qualsiasi, con una qualsiasi maggioranza parlamentare, ma di un governo autorevole sul piano intimo e internazionale, interlocutore riconosciuto e capace di farsi ascoltare delle maggiori potenze. Quindici anni fa il nostro governo mise intorno a un tavolo, a Pratica di Mare, Russia, Stati Uniti, Europa, in uno storico accordo che avrebbe potuto inaugurare una nuova era, di alleanza e non più di contrapposizione. Oggi un governo italiano autorevole potrebbe riprendere a lavorare proprio in quella direzione, perché l’Italia proprio nel Mediterraneo ha grandi interessi in gioco ma ha anche un ruolo strategico inevitabile”

Berlusconi ha anche parlato della Russia. Il leader di Forza Italia ha invocato l’intervento delle Nazioni Unite per risolvere la crisi siriana, ma ha anche ricordato, forse in nome della sua vecchia amicizia con Vladimir Putin, che con la Russia è necessario collaborare: “Il ruolo delle Nazioni Unite negli anni si è andato affievolendo fino al punto che molti si chiedono se abbia ancora un senso un’organizzazione internazionale di questo tipo: per chi invece, come noi, crede nel diritto internazionale proprio questa sarebbe un’occasione nella quale le Nazioni Unite potrebbero tornare ad essere un luogo di garanzia della legalità internazionale e al tempo stesso di equilibrio dei diversi interessi in gioco. […] Continuo a credere, da occidentale che ama l’America e l’Europa, che la Russia di Putin vada vista come un partner strategico e non come un avversario. Questo non significa che non vi possano essere visioni diverse o interessi in contrasto, significa che tali contrasti vanno risolti in accordo e non in conflitto con Mosca, anche proprio per garantire i diritti umani delle popolazioni che hanno già sofferto atrocemente le conseguenze della guerra, come avviene in Siria”.

Gli Stati Uniti sono “pronti e carichi a colpire” ancora in caso di un nuovo attacco chimico in Siria. Lo ha assicurato al Consiglio di sicurezza l’ambasciatore americano all’Onu, Nikki Haley, riportando le parole del presidente Donald Trump. L’ambasciatore ha sottolineato che “i tempi delle parole è finito” e che è stato necessario passare all’azione perché la Russia ha sempre impedito i tentativi di impedire al regime di Damasco di produrre armi chimiche.

“L’attacco condotto da Stati Uniti, Francia e Gran Bretagna in Siria distrugge il sistema delle relazioni internazionali e rischia di destabilizzare tutta l’area”. Lo ha dichiarato il rappresentante permanente della Russia all’Onu, Vasily Nebenzya, intervenendo al Consiglio di Sicurezza. “La Russia ha fatto tutto il possibile per evitare queste strategia destabilizzatrici ma nonostante questo gli Stati Uniti e i suoi alleati hanno ignorato gli appelli di tornare alla ragione”.

– ore 17.13. Mosca presenta risoluzione Onu di condanna dei raid in Siria – La Russia ha diffuso una bozza di risoluzione chiedendo al Consiglio di Sicurezza dell’Onu di condannare “l’aggressione armata occidentale” contro la Siria, poco prima di una riunione di emergenza del Consiglio di sicurezza richiesta da Mosca.

La bozza di cinque paragrafi esprime una “grande preoccupazione” contro “l’aggressione” nei confronti di uno stato sovrano, che viola, secondo Mosca, “il diritto internazionale e la Carta delle Nazioni Unite”.

– ore 15.23. Pentagono: “Non siamo a conoscenza di vittime civili” – Durante una conferenza stampa da Washington il Pentagono ha detto di non essere a conoscenza di vittime civili dei raid sulla Siria nella notte scorsa.

– ore 15.10. Rohani assicura sostegno ad Assad – Il presidente iraniano Hassan Rohani ha detto che “l’attacco americano alla Siria avrà effetti devastanti sul Medio Oriente”. Rohani ha parlato al telefono con il presidente siriano, Bashar al-Assad, a cui ha rinnovato il sostegno iraniano. “Gli americani vogliono giustificare la propria presenza nella regione con questi attacchi”, ha detto il presidente iraniano.

“Questa aggressione renderà solamente la Siria e il suo popolo più determinati nel combattere il terrorismo nel paese, centimetro dopo centimetro”, ha detto il presidente siriano Bashar Assad nel corso della telefonata.

– ore 14.42. Trump: “Attacco eseguito alla perfezione. Orgoglioso del nostro esercito” – Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha twittato a propostito dell’attacco di questa notte in Siria, dicendo che è stato “perfettamente eseguito”. Ha ringraziato gli alleati francesi e britannici e ha scritto “missione compiuta!”.

In un altro tweet Trump si è detto orgoglioso dell’esercito statunitense che “dopo la spesa di miliardi di dollari”, è il “migliore che il Paese abbia mai avuto”. “Non ci sarà niente o neppure uno che vi arrivi neanche vicino!”, ha scritto Trump.

– ore 14.35 – Oggi Consiglio di sicurezza Onu sulla Siria – Il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite si riunirà oggi per discutere quanto accaduto in Siria alle ore 17 italiane.

– ore 14.26  – Telefonata tra Gentiloni e May – Il Presidente del Consiglio Paolo Gentiloni ha avuto una conversazione telefonica con la premier britannica Theresa May.

Nel corso del colloquio, May ha confermato a Gentiloni che l’attacco in Siria aveva l’obiettivo di ridurre la capacità delle armi chimiche e non di influire sulla crisi siriana.

Entrambi hanno sottolineato il carattere limitato della azione militare intrapresa, il no ad una escalation e il comune impegno contro l’utilizzo delle armi chimiche.

– ore 12. 15. Khamenei: Trump, May e Macron sono “criminali”.

Il leader supremo iraniano, l’ayatollah Ali Khamenei ha definito “criminali” il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, il francese Emmanuel Macron e il premier britannico Theresa May che hanno lanciato nella notte un attacco militare contro il regime siriano.
“L’attacco di stamane contro la Siria è un crimine”, ha detto Khamenei. “Il presidente americano, il presidente francese e il primo ministro britannico sono dei criminali”.

– ore 12.11. Usa, Francia e Regno Unito aggiornano gli alleati Nato – È stata convocata per oggi pomeriggio a Bruxelles una riunione del Consiglio Atlantico in cui Stati Uniti, Francia e Regno Unito aggiorneranno gli alleati della Nato sull’attacco compiuto nella notte contro una serie di obiettivi in Siria. Lo ha reso noto il portavoce Matthias Eichenlaub.

– ore 11.10. Berlusconi prende le distanze da Salvini sulla Siria. Dopo il tweet in cui Matteo Salvini criticava la scelta di attaccare la Siria da parte di Usa, Regno Unito e Francia, il leader di Forza Italia Silvio Berlusconi ha preso le distanze dal segretario della Lega.

“In queste situazioni è meglio non pensare e non dire nulla”, ha detto Berlusconi. “Si tratta di un attacco su obiettivi precisi contro siti legati alla produzione di armi chimiche, che traduce il principio internazionale di condanna di queste armi”.

“Trump ha voluto avere al suo fianco la Francia e il Regno Unito, questo vuol dire che dovremmo con sollecitudine avere un nostro governo, forte e autorevole: quello del centrodestra. Oggi purtroppo siamo arrivati ad una condizione in cui abbiamo un governo che non conta niente”, ha aggiunto il Cavaliere.

Il premier italiano Gentiloni, commentando da palazzo Chigi l’attacco avvenuto nella notte in Siria ha detto: “Le armi chimiche sono strumenti atroci e inaccettabili, questo richiede un impegno per il loro contrasto da parte della comunità internazionale”.

“Non sarà l’inizio di un escalation”, ha detto Gentiloni.  “L’Italia non ha partecipato” all’attacco in Siria e “il supporto logistico che forniamo agli Stati Uniti, in questo caso particolare abbiamo insistito e chiarito che non poteva in alcun modo tradursi nel fatto che dal territorio italiano partissero azioni direttamente mirate a colpire la Siria”.

– ore 10.15. May: “Non vogliamo rovesciare il regime siriano, ma disincentivare uso armi chimiche”.

La premier britannica Theresa May nella conferenza stampa in corso questa mattina a Londra ha sottolineato che l’obiettivo dell’attacco condotto dal Regno Unito insieme a Stati Uniti e Francia non aveva lo scopo di rovesciare il regime di Bashar al Assad in Siria, ma quello di disincentivare l’uso di armi chimiche da parte del regime siriano.

L’azione, secondo Theresa May, ha avuto un riscontro positivo. May ha detto inoltre che l’attacco militare era l’unica opzione possibile, perché i canali diplomatici non avevano funzionato.

L’obiezione rivolta alla premier britannica è quella di aver agito militarmente senza chiedere l’autorizzazione del parlamento.

– ore 10.10: Salvini: “Qualcuno con il grilletto facile insiste con i missili intelligenti e aiuta i terroristi”. Così il leader della Lega su Twitter, prendendo posizione contro Usa, Francia e Regno Unito.

Stanno ancora cercando le “armi chimiche” di Saddam, stiamo ancora pagando per la folle guerra in Libia, e qualcuno col grilletto facile insiste coi “missili intelligenti”, aiutando peraltro i terroristi islamici quasi sconfitti. Pazzesco, fermatevi.#Siria #stopwar #stopisis

– ore 10.07: Sta iniziando la conferenza stampa della premier britannica Theresa May sull’attacco di questa notte.

– ore 09.56: Il Cremlino condanna l’attacco – La Russia “condanna con forza” l’attacco in Siria e chiede una riunione urgente del Consiglio di Sicurezza dell’Onu sull’accaduto. Lo fa sapere, con una nota, il Cremlino, nella sua prima reazione all’attacco coordinato condotto nella notte in Siria da Usa, Francia e Regno Unito.

– ore 09.49: Tusk: “L’Europa sarà al fianco degli alleati” – Il presidente del Consiglio europeo, Donald Tusk ha scritto in un tweet. “I raid degli Usa, della Francia e della Gran Bretagna rendono evidente che il regime siriano con la Russia e l’Iran non possono continuare questa tragedia umana almeno non senza costi. L’Europa resterà al fianco fdegli alleati”.

– ore 09.42: L’Iran minaccia conseguenze nella regione – L’attacco degli Stati Uniti contro il regime di Bashar al Assad, portato avanti insieme a Regno Unito e Francia, è una flagrante violazione diritto internazionale secondo l’Iran.

Teheran ha avvertito che ci saranno “conseguenze regionali”. L’Iran è alleato di Mosca e Damasco e nemico storico di Israele per il controllo della regione.

“Questa è una palese violazione delle leggi internazionali che ignora la sovranità nazionale e l’integrità territoriale della Siria”, ha detto il ministero degli Esteri iraniano. “Indubbiamente gli Stati Uniti e i loro alleati che hanno agito contro la Siria senza alcuna prova certa sulle presunte attività chimiche e prima del responso dell’Opac sono responsabili delle conseguenze regionali e mondiali di questo attacco”.

– ore 09.30: L’Onu fa appello alla “moderazione”, dopo l’attacco, avvenuto nella notte italiana, alla Siria, condotto da Stati Uniti, insieme ai loro alleati, Francia e Regno Unito.

Il segretario generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres ha detto che “la guerra fredda è tornata con una vendetta”, riferendosi al deterioramento dei rapporti tra l’Occidente e la Russia, dopo il caso Skipral e l’attacco militare Usa in Siria.

Secondo alcuni osservatori, tuttavia, l’attacco ordinato da Trump è sembrato contenuto e in ogni caso volto a evitare una possibile risposta da parte della Russia o dell’Iran.

“Ci saranno conseguenze”. L’ambasciatore russo presso gli USA, Anatoly Antonov, ha immediatamente risposto ai bombardamenti in Siria, dicendo che Trump non ha voluto ascoltare i suggerimenti della Russia di cessare a un attacco in territorio siriano e che questo comporterà delle conseguenze. Il diplomatico ha anche aggiunto che gli Stati Uniti, che a loro volta sono in possesso di armi chimiche, non hanno alcun diritto morale di incriminare altri paesi per il loro utilizzo.

– ore 19.35 – Regni Unito: le accuse di Mosca sono “grottesche” – Karen Pierce, ambasciatrice britannica all’Onu, ha definito “grottesche” le accuse  dell’esercito russo secondo cui il Regno Unito avrebbe partecipato alla messa in scena del presunto attacco con armi chimiche a Duma. “È una sfacciata fandonia. Una delle peggiori notizie false della macchina propagandistica della Russia”, ha dichiarato l’ambasciatrice, negando “categoricamente” qualsiasi coinvolgimento.

– ore 18.40 – L’ambasciatore siriano all’Onu “Se attaccati ci difenderemo” – La Siria “non avrà altra scelta” che difendersi in caso di attacco militare condotto dalle potenze occidentali contro il paese. “Non è una minaccia. È una promessa”, ha affermato l’ambasciatore siriano Bashar Jaafari al Consiglio di sicurezza dell’Onu.

– ore 17.00 – La Russia accusa il Regno Unito. Il portavoce dell’esercito russo, Igor Konachenkov, ha dichiarato che Mosca ha “prove che dimostrano il coinvolgimento diretto del Regno Unito nell’organizzazione della provocazione nella Ghouta orientale”. Secondo Konachenkov, Londra ha esercitato “forti pressioni” sui Caschi Bianchi siriani per mettere in scena il presunto attacco chimico.

– ore 12.30 –  Russia: “Attacco chimico una messa in scena straniera”. Il ministro degli Esteri russo, Sergej Lavrov, ha dichiarato che il presunto attacco con armi chimiche compiuto a Douma è stato una “messa in scena” organizzata con l’aiuto di un’agenzia di intelligence straniera. Durante una conferenza stampa tenuta oggi a Mosca con il suo omologo olandese Stef Blok, Lavrov ha affermato che gli esperti russi hanno ispezionato il sito del presunto attacco e non hanno trovato tracce di armi chimiche. Secondo il ministro, Mosca ha “informazioni inconfutabili che si trattava di un’altra invenzione”. “Le agenzie di intelligence di uno stato che ora sta cercando di guidare una campagna russo-fobica sono state coinvolte nella fabbricazione”, ha sottolineato Lavrov senza fare il nome di alcun paese.

Il capo della diplomazia russa ha aggiunto che un intervento militare occidentale in Siria potrebbe “provocare nuove ondate di migranti verso l’Europa” e ha avvertito del azzardo di uno scenario simile a quanto avvenuto in Libia e Iraq. “Anche eccessi insignificanti provocheranno nuove ondate di migranti in Europa e altri sviluppi di cui né noi né i nostri partner europei abbiamo bisogno” ma che possono “deliziare coloro che sono protetti da un oceano”, ha affermato Lavrov.

Il ministro ha confermato che Russia e USA sono in contatto continuo per scongiurare un eventuale intervento militare in Siria. Negli scorsi giorni, l’esercito russo aveva imputato i cosiddetti Caschi bianchi, un’organizzazione umanitaria, di aver fabbricato le prove del presunto attacco chimico. Intanto, i tecnici dell’organizzazione Onu esperti in armi chimiche sono arrivati in queste ore in Siria e da domani cominceranno a lavorare a Douma.

– ore 07.00 – La Russia avverte gli USA: “Rischio guerra”. L’ambasciatore russo alle Nazioni Unite, Vassily Nebenzia, ha avvertito del azzardo di una “guerra” tra il suo paese e gli Usa, se Washington decidesse di attaccare la Siria. “L’immediata priorità è di scongiurare il pericolo di una guerra”, ha detto Nebenzia, sottolineando che la condizione è “molto pericolosa”.  “Non possiamo escludere alcuna possibilità purtroppo perché abbiamo visto che i messaggi che arrivano da Washington sono molto bellicosi”, ha detto il diplomatico al termine delle consultazioni a porte chiuse del Consiglio di sicurezza dell’Onu. “Mi piacerebbe che ci fosse dialogo con i canali appropriati per evitare qualsiasi sviluppo pericoloso. La condizione è molto critica, lo abbiamo detto molto chiaramente”.

Secondo l’emittente americana Cnbc il presidente americano Donald Trump sta valutando la possibilità di colpire otto potenziali obiettivi in Siria, tra i quali due aeroporti siriani, un centro di ricerca e un impianto di armi chimiche. Al Pentagono risulta che le forze armate siriane abbiano riposizionato una quantità significativa di attività aeree verso gli aeroporti controllati dalla Russia, nella speranza che Washington sia riluttante a colpirli.

Nella tarda serata del 12 aprile, al termine di una riunione di gabinetto sulla condizione in Siria, la Casa Bianca ha precisato che il presidente Trump non ha ancora preso la sua “soluzione definitiva” su come rispondere al presunto attacco con armi chimiche a Douma e si consulterà nelle prossime con il suo omologo francese Emmanuel Macron e il premier britannico Theresa May. “Stiamo continuando a valutare i dati di intelligence e siamo impegnati in contatti con i nostri partner e alleati”, ha detto la portavoce della Casa Bianca, Sarah Sanders. Poco prima Downing Street aveva detto che i ministri e il premier Theresa May erano concordi sulla “necessità di agire” contro l’utilizzo di armi chimiche.

In precedenza il presidente americano Trump aveva pubblicato un tweet in cui aveva detto che non sono ancora definite le tempistiche della risposta degli USA: “Non ho mai detto quando avremmo attaccato. Potrebbe essere molto presto o non così presto! E comunque la mia amministrazione ha fatto un gran lavoro nel liberare la regione dall’Isis. Dov’è il nostro ‘Grazie America?”, ha scritto Trump.

Intanto, il presidente del Consiglio italiano, Paolo Gentiloni, ha affermato che l’Italia non parteciperà ad azioni militari in Siria. Il premier lo ha detto nel corso delle telefonate avute con vari interlocutori internazionali, tra cui la cancelliera tedesca Angela Merkel. In base agli accordi internazionali e bilaterali vigenti, l’Italia continuerà a fornire supporto logistico alle attività delle forze alleate, contribuendo a garantirne la sicurezza e la protezione.

– ore 14.00 – Macron: “Abbiamo le prove che sono state usate armi chimiche”. Il presidente francese, Emmanuel Macron, ha dichiarato che è stato dimostrato che nell’attacco a Douma, in Siria, sono state utilizzate armi chimiche. “Abbiamo le prove che la scorsa settimana, quasi dieci giorni fa, sono state usate armi chimiche, almeno il cloro, e che sono state usate dal regime di Bashar al-Assad”, ha affermato Macron in un’intervista all’emittente televisiva francese TF1.

ore 07.00 – La portavoce della Casa Bianca, Sarah Sanders, ha dichiarato che “tutte le opzioni sono sul tavolo” e che non è stata presa una soluzione definitiva sugli attacchi militari degli USA in Siria.  “Il presidente ha una serie di opzioni a sua disposizione sul tavolo”, ha detto Sanders durante un briefing nella serata di mercoledì 11 aprile 2018. “Non abbiamo definito le azioni specifiche che intendiamo intraprendere”, ha aggiunto.

Secondo i media turchi, il presidente americano Trump ha discusso telefonicamente degli ultimi sviluppi della crisi siriana con il suo omologo turco, Recep Tayyip Erdogan.

Intanto, secondo l’agenzia di stampa russa Interfax, Mosca ha avviato esercitazioni belliche nei pressi delle acque territoriali siriane, che coinvolgono 15 vascelli, alcuni dei quali dotati di missili da crociera, e sottomarini.

Il segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, ha espresso “preoccupazione sui rischi dell’attuale impasse” in Siria e ha sottolineato la necessità di evitare che “la condizione diventi una spirale fuori controllo”.

Gli USA e i suoi alleati potrebbero rispondere militarmente in Siria in seguito al presunto attacco chimico avvenuto a Douma, nel Ghouta orientale, ai danni della popolazione civile.

La minaccia è arrivata in modo concreto quando oggi, mercoledì 11 aprile, (in Italia era l’ora di pranzo) il presidente Donald Trump ha dichiarato attraverso il suo account Twitter che gli USA attaccheranno la Siria “con missili nuovi e intelligenti” e che la Russia non dovrebbe difendere chi “uccide la sua gente con il gas e si diverte”.

Una dichiarazione che suona come una risposta all’ambasciatore russo in Libano, Alexander Zasypkin, il quale ha fatto sapere che ogni missile statunitense sparato verso la Siria sarà abbattuto e che in quel caso le forze armate di Mosca potrebbero prendere di mira gli stessi siti di lancio.

Sabato 7 aprile un gruppo armato ribelle e un’organizzazione di soccorritori presente nella città di Douma, nella Ghouta orientale, ha denunciato un presunto attacco con “gas tossico”, che ha ucciso decine di persone, causando un’ondata di condanne internazionali. Mosca, come Damasco, nega che quel giorno sia stato fatto uso di armi chimiche nella Ghouta orientale.

l’impunità per i responsabili di attacchi chimici”, ha detto all’agenzia di stampa Afp l’ambasciatore francese François Delattre. Secondo il presidente francese Emmanuel Macron, Parigi annuncerà “nei prossimi giorni” la “soluzione” sulla sua risposta, in coordinamento con gli alleati americani e britannici. Martedì 10 aprile, nel corso di un colloquio telefonico, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump e la prima ministra britannica Theresa May hanno “concordato di non lasciare che l’uso di armi chimiche continui” in Siria.

Mercoledì 10 aprile la Russia ha posto il veto alla bozza di risoluzione degli Stati Uniti per istituire un nuovo meccanismo d’inchiesta indipendente sull’uso delle armi chimiche in Siria. Il documento ha ottenuto 12 sì, 2 no, tra cui il veto di Mosca, e un’privazione, quella della Cina. La Russia, le cui truppe sono in territorio siriano, ha avvertito che un intervento militare statunitense sarebbe “molto, molto pericoloso”.

“Se ci sarà un raid da parte degli americani allora i missili saranno abbattuti e persino i siti da cui sono stati sparati i missili saranno colpiti”, ha dichiarato l’ambasciatore Alexander Zasypkin all’emittente libanese al-Manar TV, vicina al movimento armato Hezbollah.

Nella sua intervista, Zasypkin ha detto che le sue dichiarazioni riportano le osservazioni fatte dal presidente russo Vladimir Putin e del capo di Stato maggiore delle forze armate russe, il generale Valery Gerasimov. A questa intervista il presidente Donald Trump ha replicato con il tweet già citato.

La risposta della Russia è arrivata con un comunicato pubblicato dal ministero della Difesa di Mosca e citato dal servizio in lingua araba di Sky News e da diverse agenzie di stampa russe, in cui si legge che “i missili statunitensi devono colpire i terroristi, non il legittimo governo siriano”.

Mosca ha poi detto che un eventuale attacco missilistico statunitense cercherebbe “di distruggere le prove del presunto attacco chimico in Siria”, un raid che secondo Mosca e Damasco non è mai avvenuto.

Intanto, secondo i media israeliani, il presidente siriano Bashar al-Assad ha lasciato questa mattina il suo palazzo presidenziale di Damasco, accompagnato da un convoglio militare russo per paura di essere bombardato dagli Stati Uniti.

Il parlamentare russo Dmitry Sablin ha però negato che il presidente stia lasciando il paese arabo. “Il presidente Assad è a Damasco e stiamo organizzando un convegno con lui per discutere della condizione nel paese e sostenere il popolo della Siria nella sua lotta contro il terrorismo”, ha detto Sablin all’agenzia di stampa russa Interfax.

Il timore di una crescente tensione ieri è divenuto concreto con la notizie – poi smentita dagli USA – per cui alcuni jet russi avrebbero sorvolato a bassa quota il cacciatorpediniere americano Donald Cook.

Nel frattempo, all’alba della giornata di oggi Eurocontrol, organizzazione che gestisce il traffico aereo europeo e dei paesi limitrofi, ha invitato le compagnie aeree a prestare allerta nel Mediterraneo orientale nelle prossime 72 ore per il azzardo di un possibile attacco.

Inoltre, l’Organizzazione per la proibizione delle armi chimiche (OPWC) ha annunciato che invierà una missione di indagine in Siria per indagare sul presunto attacco chimico avvenuto a Douma.

Non si è fatta attendere anche la reazione della Turchia, paese che ha un ruolo strategico nel complesso scacchiere mediorientale.

Il ministro turco della Difesa, Nurettin Canikli, ha detto oggi che un potenziale conflitto tra Russia e Stati Uniti in Siria potrebbe cambiare la condizione in Medio Oriente e incendiare l’intera regione.

In un’intervista rilasciata oggi all’emittente 24TV e riportata dalle agenzie di stampa TASS e Anadolu, il ministro ha sottolineato che la minaccia di un conflitto tra le due potenze in Siria sussiste da tempo e “sarà rilevante anche in futuro”. “Se si dovesse verificare un attacco contro le forze appoggiate (in Siria) dalla Russia o ci fosse un attacco da parte delle forze sostenute dagli Stati Uniti, la Russia non potrà restare a guardare, altrimenti perderà la sua influenza”, ha detto il ministro turco. “Una sola scintilla può incendiare l’intera regione e aprire la porta al conflitto, quindi chiediamo alle parti di agire con moderazione e al regime di smettere di sostenere il terrorismo”.

Gli Stati Uniti al momento schierano oltre 2mila uomini in Siria, soprattutto nel nord est del paese arabo. La Russia invece è presente da anni con uomini e mezzi a fianco del governo di Damasco, che concede a Mosca l’uso di due basi militari nel paese.

Washington ha inviato nel mar Mediterraneo un gruppo di navi da guerra, guidato dalla portaerei USS Harry S. Truman. Il gruppo d’attacco comprende anche l’incrociatore con missili guidati USS Normandy e quattro cacciatorpediniere.